CUCCIOLO CHE NON VA A GUINZAGLIO, COSA FARE.

by Giuliana Giannattasio

Cucciolo che non va a guinzaglio

Di Giuliana Giannattasio

Se il tuo cucciolo non va a guinzaglio è necessario comprenderne il motivo per risolvere. Trascinarlo non è di certo la soluzione, piuttosto è importante far sì che superi i timori che lo lasciano inchiodato a terra.
L’ odore che gli altri cani lasciano sul territorio attraverso i propri bisogni, gli consentono di raccogliere informazioni sugli stessi, dunque età, taglia e tanto altro che gli fa di certo passare la voglia di lasciare il suo odore con i bisogni che preferirà, giustamente, lasciare al sicuro a casa, dove nessuno potrà scovarlo.

Cucciolo che non va a guinzaglio.


Urlargli contro, quindi, una volta a casa, dove potrà liberarsi senza timori, lo renderà ancora più timoroso e insicuro, oltre che disorientarlo nel tentativo di costituirsi un’autostima sufficiente!

Cucciolo che non va a guinzaglio.

Un distacco prematuro dalla madre, semplice genetica, carattere, la nostra gestione inadeguata, possono contribuire ad una base di partenza in lieve svantaggio.
Tuttavia pochi costanti e pazienti gesti, possono dare egualmente i loro frutti, dando maggiore sicurezza al nostro piccolo pet “Cuor di leone”.
Premesso che questo atteggiamento può essere assunto anche da un cane adulto che si trova in un nuovo ambiente, resta il fatto che la nostra capacità di ascolto delle esigenze e dei timori del cane, è fondamentale. Tono della voce, parole chiave, sguardo attento, sono alla base della nostra comunicazione, oltre a tanta calma, pacatezza anche nei movimenti e serenità.

Cucciolo che non va a guinzaglio.

È quindi importante non trascinare il cucciolo che non vuole passeggiare, tantomeno urlargli addosso, strattonarlo e comunicargli irrequietezza. Uno dei suoi giochi, un ramoscello di fortuna, un premietto da raggiungere, potranno fungere da “carota” che stimola e distrae il giovane cagnetto catturando la sua attenzione nella piccola avventura.
Occhio all’ utilizzo del premio quale rinforzo positivo ad ogni bisognino fatto in passeggiata (con tanto di “bravo” festoso) e se avrà mosso qualche passo, non se resta bloccato, in tal caso rafforzeremo con un segnale positivo, il suo comportamento!

Curate di utilizzare una pettorina adatta e sicura, non un collare, oltre che un guinzaglio a norma nei contesti urbani.

Cucciolo che non va a guinzaglio.

Consiglio inoltre di frequentare la stessa zona, ripetendo il percorso ad ogni uscita (4/5 volte al dì), in modo che il luogo nuovo dagli odori che lo intimoriscono, diventino familiari, conosciuti e dunque meno “spaventosi”.
Lasciate che il piccolo socializzi ad ogni incontro, umano o di un suo simile, curate che il guinzaglio sia ad U, quindi non teso, in modo da farlo sentire libero ed autonomo nella nuova esperienza.
Non tiratelo via alla vista di ogni cane all’ orizzonte, egualmente sconsiglio di tirarlo su in braccio onde evitare di rafforzare timori ed ansie infondate, provocando inevitabilmente che l’ altro cane, incuriosito, vi salti addosso terrorizzando voi e la vostra vittima.

Ricordate che i cani non escono per fare il giro dei palazzi ed espletare velocemente i propri bisogni fisiologici, (certo, anche per questo).
Con la calma necessaria annusano per scegliere dove lasciare il proprio odore, raccogliere informazioni sull’ ambiente circostante e gli altri cani, socializzare, fare attività fisica. Intanto andranno a consolidare il rapporto esclusivo con il proprio umano, sperando che non sia un automa al cellulare che ignori il momento più atteso della giornata dal suo migliore amico!

Consolidati i primi miglioramenti, che di certo avrete ottenuto, cominciate a inserire qualche variazione al percorso, allungatelo, quindi cambiatelo in alternanza con qualcosa di già noto, fino a poter andare ovunque, sempre insieme, sicuri di sé stessi e del vostro rapporto di massima fiducia e affetto.

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