CANI INTELLIGENTI: SCOPRI IL LORO SEGRETO!

by Giuliana Giannattasio

Cani intelligenti

Di Paola Volpe @Istruttorecinofilo_paola_volpe

In molti si chiedono se e quanto i cani siano intelligenti. Bè, il cane domestico si può definire un animale sociale. In aggiunta alle caratteristiche comuni con altre specie così definibili è dotato di una socialità operativa. Si parla anche di una intelligenza sociale, ovvero la capacità di pensarsi in modo collettivo, di memorizzare le dinamiche relazionali del gruppo.
Il cane è portato quindi ad essere comunitario per sua natura e a sviluppare attività cognitive riferite alla relazione.

Anche nell‘affrontare un problema o nel vivere un‘opportunità il cane si riferisce al proprietario per attivare l‘azione collaborativa, creare un‘attività di squadra.
Oltre a quella sociale, ci sono altri quattro tipi di intelligenza nel cane:

*Integrativa
*Ostinativa
*Olfattiva
*Comunicativa

Cani intelligenti

Tali specializzazioni portano con sé punti di forza e di debolezza: se ad esempio l‘intelligenza sociale rende il cane molto abile nelle dinamiche relazionali, può d‘altra parte mettere il cane in difficoltà in una situazione enigmistica o di scacco.

Bianca, salva dalla strada.


Altro tipo di intelligenza è l‘intelligenza integrativa che si è sviluppata nel cane in virtù della domesticazione.
La selezione ha infatti, portato il cane a sviluppare la capacità di tollerare situazioni di socialità allargata, di inserirsi in situazioni ambientali variabili, di potenziare le proprie competenze comunicative nel linguaggio del corpo e uditivo, di arricchire le proprie tendenze collaborative e la propensione a lasciarsi guidare dall‘uomo.

Cani intelligenti.


Tali tendenze portano il cane a sviluppare l‘osservazione e l‘imitazione dell‘essere umano, la cosiddetta ―allelomimetica, o la capacità di riprodurre comportamenti si una specie diversa dalla propria.

Il cane è ad esempio, in grado di apprendere comportamenti come spostare un oggetto o aprire una porta, semplicemente dopo averle visti svolgere.

Cani intelligenti


A proposito invece dell‘intelligenza ostinativa, adattativa come la conduzione di un gregge, la ricerca e la difesa, può comportare degli svantaggi nella vita odierna del cane, nella quale il fissarsi su un obiettivo senza mai perdere di vista il target, il non rinunciare al suo raggiungimento e il non farsi scoraggiare dagli insuccessi, può mettere in difficoltà il soggetto, laddove il cane si trovi di fronte alla necessità di allontanarsi o perdere temporaneamente di vista un target per risolvere un problema.
Pensiamo al comportamento di detour che richiede all‘animale di immaginare un tragitto alternativo per arrivare ad un target (un bocconcino, per esempio): tale tragitto può prevedere il perdere di vista il target stesso.

Cani intelligenti. Marley, fuori dal canile.

L‘intelligenza olfattiva fa riferimento non solo alla presenza nel cane di una mucosa olfattiva sviluppata e specializzata, ma alla cosidetta mente olfattiva del cane, ovvero al numero di neuroni coinvolti nella percezione olfattiva stessa, all‘elaborazione dei report olfattivi attraverso la capacità di discriminazione, l‘apprendimento e la memoria.

Cani intelligenti


In tale processo, sono coinvolti anche l‘assetto emozionale, motivazionale e di arousal del soggetto: un cane in uno stato emozionale di paura o con un livello di attivazione emozionale (arousal) elevato, pur essendo ugualmente dotato di un apparato olfattivo specializzato e motivato alla perlustrazione ed esplorazione olfattiva, non sarà in grado di applicare la stessa concentrazione e di conseguenza ottenere una performance paragonabile a quella di un soggetto in condizioni emozionali di apertura/tranquillità e con un livello di arousal intermedio.
Allo stesso tempo, più le capacità olfattive del cane vengono esercitate e maggiore sarà il potenziamento della rete neuronale a supporto della ricezione cognitiva dei report sensoriali.

Parlando infine di intelligenza comunicativa, si fa rifermento alla particolare vocazione che il retaggio filogenetico del lupo ha tramandato al cane e che fa sì che esso sia in grado di utilizzare un gran numero di segni e molteplici canali (visivi, chimici, uditivi e tattili), di organizzare le relazioni attraverso un dialogo interattivo, di essere flessibile nell‘apprendimento di semantiche (significati dei segni) complesse, di comunicare nelle attività di collaborazione del gruppo e di utilizzare dei metasegnali quali, ad esempio, l‘invito al gioco, indicativi della modalità di interpretazione di una situazione.

Dopo il processo di domesticazione, inoltre, il cane ha appreso numerosi concetti relativi alla comunicazione umana come l‘attribuzione di un significato alle parole, l‘interpretazione e l‘attenta osservazione della mimica facciale dell‘essere umano e il prendere in considerazione la gestualità comunicativa degli arti anteriori dell‘uomo.
Con uno sforzo spesso sottovalutato dagli esseri umani, il cane ha assunto una sorta di vero e proprio bilinguismo comunicativo.

You Might Also Like