CANE CHE FA LE FESTE: GIOIA O DISAGIO?

by Giuliana Giannattasio

Cane che fa le feste

Di Paola Volpe @paolavolpe_istruttore_cinofilo

Non riesco ad abituarmi all’aspettativa della gente sul cane che fa le feste. Perché dovrebbe essere felice di incontrare persone mai viste e saltar loro in faccia,  graffiarle con le unghie, spingerle via, falciarle nella corsa? Per un cane, molto spesso, la fisicità è sintomo di eccitazione emotiva, e, insieme alla tensione muscolare, di emozioni che sono pronte ad esplodere. Spesso, l’irruenza che consideriamo gioiosa ed interpretiamo come un “festeggiamento”, altro non è che ansia ed irrequietezza.

Eccitazione, ansia ed irrequietezza, possono portare a perdere la capacità di frenarsi e controllare il proprio corpo e la propria forza fisica. A volte la propria bocca.
Un cane che vive eccitato a causa delle nostre continue richieste e a causa degli strani contesti cui lo esponiamo, ha moltissime probabilità di scaricare tutto questo ingombrante bagaglio emotivo, inadeguatamente accumulato ed inespresso, verso un altro individuo, anche quando non c’è l’intento a ferire, ma solo quello a proteggersi.

Cane che fa le feste

Chi mi conosce sa che amo i Bull e la loro selezione di razza ha creato creature bellissime, ma anche vittime, che dopo anni, ancora non sono capite. Un Pit Bull ha, per caratteristiche di razza, una tendenza all’eccitazione molto alta. Un cane per vivere bene deve scoprire soprattutto che la vita può essere calma, che può essere il tempo, lo spazio, l’assenza di richieste. Un Pit Bull non deve solo imparare a comunicare, a controllarsi, ad esser socievole. Siamo noi che dobbiamo imparare a sentire, ricordando che, molto spesso, un perpetuo stato di eccitazione è una minaccia molto alta.
Un cane, per vivere bene, a prescindere dalla razza, deve riscoprire soprattutto che la vita può essere calma, che può essere il tempo, lo spazio, l’assenza di richieste.
La loro vita è troppo breve per sprecarla con incomprensioni.

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