Di Giuliana Giannattasio

Tutti pazzi per i cuccioli, ma pochi sanno realmente a cosa vanno incontro e hanno le competenze per una corretta gestione del percorso educativo.
Ciò comporta abitudini sbagliate che rendono la convivenza molto difficile, fino (per i più scellerati), a liberarsi del cane, che ormai non più cucciolo, perde il 90 per cento delle sue possibilità di avere una seconda opportunità.

Ecco come gestire un comportamento sbagliato del nostro cucciolo:

  • Interrompere il comportamento con un “NO” secco e sonoro, senza urlare, né fissare troppo a lungo il cucciolo negli occhi, poiché potrebbe essere letto come una minaccia.
    Se necessario l’ unica reazione da far seguire al NO, è ignorare il cucciolo per massimo un’ora, continuando a fare altro in modo naturale, senza rivolgere alcuna attenzione al cucciolo. Questo è l’atteggiamento di un umano che più colpisce il nostro cane. Ma RICORDATE, SOLO SE L’AVETE COLTO SUL FATTO!
  • MAI PUNIRE il cucciolo, la punizione coercitiva aggrava lo stress del piccolo, lo confonde e lo rende insicuro. Peggio ancora se la punizione avviene ad azione terminata.

AD ESEMPIO: se rientrando trovate danni fatti dal piccolo in vostra assenza, nulla sarà utile da farsi e qualsiasi riprovero o punizione non sarà mai associata dal cane a ciò che ha fatto anche solo mezz’ora prima. Lo sguardo dimesso e la postura che sembreranno appartenere a chi ha la coscienza sporca, sono solo la conseguenza dall’ aver intuito che siete arrabbiati, ma senza capirne il perché!

Ciò che va sempre fatto è invece rafforzare l’ azione positiva del cane, il bisogno al posto giusto, il comando seguito, etc, vanno sempre premiati con un festoso “BRAVO!”. L’ azione positiva prevarrà su quella negativa perché rinforzata dal “PREMIO”. Solitamente in bocconcini (mini) di cibo o snak, non perché fare i bravi faccia ricevere cibo, ma perché per gli animali il cibo equivale alla sopravvivenza, fornita dalla madre nei primi mesi di vita, dunque il non plus ultra del segnale positivo!

La ricompensa e le lodi sono l’ unico metodo valido di insegnamento per stabilire un rapporto di stima e rispetto da entrambe le parti!

Il male e il bene lo insegniamo noi, ad un cucciolo come ad un figlio. L’insegnamento deve consentire al piccolo di capire naturalmente cosa sia il bene e cosa il male, anche se troppo spesso le malefatte dei cuccioli vengono ancora definite “DISPETTI”.
Nessun animale ne fa, ma puo’ compiere azioni scorrette per manifestare un disagio o perché non ha ancora fatto la sua distinzione tra GIUSTO/SBAGLIATO.

Prendere un cucciolo è estremamente impegnativo, scrivere su una tabula rasa significa essere in grado di ascoltare e comunicare una lingua diversa dalla nostra, con affetto, dedizione ed empatia.
Giocare con le mani, sgridare il cane intimorendolo e confondendolo, usare atteggiamenti diversi tra i membri della famiglia, non rispettare l’etologia del cane, comportano gravi conseguenze per tutti, soprattutto per i nostri amici.

Consiglio sempre di essere affiancati da un buon educatore cinofilo che sappia indicarci la retta via da seguire per vivere una lunga e serena storia d’amore!

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